| LA
BELLEZZA E IL RISPETTO
di Roberto Mutti
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Del
paesaggio naturale si parla molto ma poi, a ben pensarci, ci si
accorge che non è facile definirlo perché esiste
una grande differenza fra il concetto astratto cui troppo spesso
si ricorre e la realtà con cui è necessario confrontarsi.
Per limitarci al mondo dell'arte, questa è stata una contraddizione
interna alla pittura che, considerando insufficiente la pura descrizione,
ha quasi sempre idealizzato il paesaggio trasformandolo di volta
in volta in un'allegoria, in uno specchio dei sentimenti umani
o, nella poetica delle avanguardie storiche, in un luogo della
creatività. |
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Tutto
è cambiato con l'arrivo della fotografia che ha posto prepotentemente
la realtà al centro dell'attenzione rivendicandone un importante
ruolo espressivo. La scelta di soffermarsi con particolare attenzione
al paesaggio era inizialmente legata a necessità tecniche
- i lunghi tempi di esposizione facevano preferire soggetti statici
- ma questo portò poi i fotografi di paesaggio a divenire
quello che ancora oggi sono, interpreti di un rapporto dialettico
con la natura.
Quando il biellese Vittorio Sella porta le sue pesanti macchine
a banco ottico sulle vette alpine non inventa solo un genere fotografico
ma propone anche un modo di relazionarsi con la montagna, quando
Ansel Adams documenta l'incanto dei parchi nazionali americaninon
si limita a mostrarne il fascino ma indica la possibilità
di leggerli alla luce di una vera e propria filosofia della natura.
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Il
lavoro di Gianni Maffi, fotografo colto e raffinato come le immagini
che sa realizzare, possiede il disarmante fascino della bellezza.
Ne è riprova l'eleganza severa del suo bianconero sempre
stampato in modo ineccepibile per dar corpo alla magnificenza
che caratterizza i suoi soggetti.Se le riprese rivelano, come
in questo caso, una loro decisa essenzialità è perché
l'autore ha saputo studiarle con quel rispetto e quel rigore che
all'osservatore superficiale possono forse sfuggire ma senza le
quali è impossibile ottenere risultati di qualità.
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| Il
punto di ripresa e l'attenzione compositiva sono caratteristiche
di grande importanza soprattutto per un fotografo come Maffi che
privilegia il formato quadrato, un'ideale “cornice”
di realtà al cui interno è decisivo il senso dell'equilibrio.
Ne è un bell'esempio l'immagine del Gran Paradiso con l'ampio
spazio del cielo che si stende diagonalmente sulla montagna stabilendo
una sorta di contiguità cromatica fra le nuvole e il ghiaccio
della vetta.Al contrario, nella spettacolare ripresa della Scala
dei Turchi il cielo occupa una piccola porzione, contrapponendo
al bianco abbagliante delle rocce un grigio uniforme su cui un
albero svetta lontano e severo. Queste non sono fotografie che
possano essere semplicemente guardate, occorre invece osservarle
con cura perché solo così è possibile scoprire
i tanti particolari che sanno trasmettere. |
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L'atmosfera poetica di uno scorcio del Parco del Ticino, il gioco
di trasparenze di uno specchio d'acqua a Passo Pennes dove i fili
d'erba sembrano danzare, l'accostamento fra i giovani alberi dall'ampia
chioma e vecchi tronchi adagiati in pose sospese come sculture
metafisiche sono elementi da osservare con calma perché
non si rivelano immediatamente e trasmettono all'osservatore paziente
il piacere di un'inattesa scoperta. |
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