RESOCONTO
TAVOLO DEI DIRETTORI
ABBIATEGRASSO, 28 OTTOBRE 2015

Erano presenti:

Laura Rossi (Vanzaghello)
Marco Fantoni (Opera)
Elisa Nicassio (uditore - Trezzano s/N)
Paolo Testori (Corbetta)
Mirko Ferrini (Inveruno)
Rossella Vitale (Magenta)

Federico Scarioni, Valentina Bondesan e Massimiliano Spinello.

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Network Inter-Library Document Exchange
Il tavolo ha chiesto allo staff di valutare costi e modalità per un’adesione sistemica a NILDE (Network Inter-Library Document Exchange - https://nilde.bo.cnr.it/).

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Politiche di servizio all'utenza, posizionamento della Fondazione nell'interlocuzione coi soggetti-partner (altri sistemi bibliotecari, consorzio Medialibrary)
Il tavolo ha chiesto in che modo siano regolati i rapporti tra Fondazione e MLOL e come è attribuita la nostra rappresentanza, con particolare riferimento ai processi decisionali. Viene altresì chiesto se l’adesione a MLOL+ è da considerarsi decisa o meno. Spinello ha precisato che la partecipazione della Fondazione al Network MLOL è regolata da una convenzione con il CSBNO, capofila del progetto (il testo della convenzione è scaricabile nell’area bibliotecario del sito della Fondazione). Tale convenzione regola i rapporti tra i due enti e anche il funzionamento di un organismo di coordinamento che si riunisce periodicamente per assumere decisioni. Trattandosi di un consorzio di reti bibliotecarie, si ha che il voto di maggioranza prevale. L’organismo di coordinamento, riunitosi a settembre 2015, ha stabilito l’adesione a MLOL+ in via sperimentale per un anno. Tale adesione, secondo le modalità del progetto (si veda la pagina su: http://blog.mlol.it/2015/10/22/mlolplus/) porterà alla Fondazione introiti da riutilizzare per l’acquisto di risorse digitali, permettendo alternativamente di ridurre la spesa o di mantenere questa inalterata ma con maggior numero di titoli disponibili. Esistono altre forme di adesione più marcate (fino alla distribuzione di apposite card in biblioteca) che Spinello al momento ritiene prematuro proporre. Il tavolo ha proposto la sottoposizione delle proposte legate a MLOL ad una riunione tecnica (comitato); Spinello assicura la disponibilità in tal senso.

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Le risorse umane dell'area di cooperazione su interventi strategici qualificati: fundraising istituzionale, formazione, comunicazione, collaborazioni utili al rafforzamento del "brand" della Fondazione.
I membri hanno espresso l’opinione che sia possibile valutare se le attività di ricerca fondi effettuate dallo staff della Fondazione possano essere indirizzate ad obiettivi di più ampio respiro e di maggiore portata sia territoriale che istituzionale. E’ opinione dei membri che le risorse umane di cui dispone la Fondazione per questi scopi sono più che adeguate e che la funzione e il prestigio dell’ente possano permettere di immaginare strategie di fund raising più articolate, durature e ambiziose. I membri hanno inoltre chiesto chiarimenti sul rapporto costi/benefici derivanti da attività come i Corsi nel Cassetto, e se tali attività generano utili sufficienti a giustificare i carichi di lavoro che comportano. E’ stato anche chiesto se esistono (e quali sono) gli indirizzi amministrativi sul fund raising. Bondesan ha precisato di non ricevere indirizzi precisi e di gestire la propria parte dedicata al fund raising compatibilmente con gli altri carichi di lavoro. Un’attività di fund raising ben strutturata richiede personale dedicato in tutto o perlomeno in buona parte e al momento ciò non è possibile a meno che gli amministratori non assumano decisioni diverse mediante nuovi incarichi o riorganizzazioni. Sta per essere presentato un completo restyling della campagna “Tutti per Leggere”, che è però sempre rivolta agli iscritti. Scarioni ha precisato che i Corsi nel Cassetto stanno dando risultati lusinghieri. Fantoni ha domandato se, ad esempio, la Fondazione si è attivata per l’Art Bonus.
Il Tavolo dei Direttori sottopone alla Presidenza e agli organi amministrativi della Fondazione la necessità di avviare una riflessione sull’effettiva efficacia dell’utilizzo del potenziale umano rispetto al fund raising, con particolare riferimento alla ricerca di strategie di più alto profilo e di maggiore estensione territoriale, coerentemente con le caratteristiche e le finalità della Fondazione stessa.

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Definizione delle priorità nel breve-medio periodo, come sfruttare la rete intersistemica (supporto alle biblioteche, iniziative culturali/agenzia culturale, progetti attuali e futuri)
I membri hanno espresso la preoccupazione che il progetto di cooperazione culturale territoriale, che sarà presentato all’Assemblea Generale a dicembre, comporti un aggravio dei carichi di lavoro sullo staff, con conseguente nocumento per le biblioteche. I membri hanno altresì espresso l’auspicio che tali attività, se poste in essere, siano finalizzate a progetti di rete e che portino effettivo valore aggiunto rispetto a quanto un singolo comune può fare da solo, a puro titolo di esempio viene citato “Lascia che Illustri”. Scarioni ha precisato che sarà sottoposto all’Assemblea un progetto che prevede due fasi di adesione, entrambe facoltative. La prima prevede il versamento di una quota pari a € 0,50/abitante per l’avvio di progetti cooperativi da definire caso per caso, il secondo livello prevede la vera e propria fornitura di servizi sotto regime IVA. Fantoni ha fatto osservare che l’attività in oggetto non rientra direttamente tra le funzioni per cui la Fondazione è stata costituita e che, se non adeguatamente avviata e controllata, può costituire un rischio. Ferrini ha sottolineato come l’assenza di una guida tecnica nella Fondazione possa costituire un ulteriore fattore da tenere presente. Testori ritiene che il progetto possa essere da valutare positivamente ma soltanto se sarà focalizzato su una programmazione precisa e di qualità che abbia caratteristiche di rete e sovracomunali nonché qualità elevata, in grado di apportare valore aggiunto.
Il tavolo dei Direttori sottopone alla Presidenza e agli organi amministrativi l’opportunità di valutare la possibilità di legare il progetto di cooperazione culturale territoriale ad un’attività di programmazione decisa a priori a cura di un comitato composto da bibliotecari, amministratori e staff della Fondazione.

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Razionalizzazione dei comitati scientifici
I membri hanno rilevato che oltre al presente tavolo esistono altri comitati scientifici, e in alcuni casi un bibliotecario fa parte del tavolo direttori e di più comitati contemporaneamente. Ciò comporta un eccessivo impegno, con riunioni troppo frequenti e rischi di inevitabile assenteismo. I comitati attivi sono: Promozione e Collezioni e digitale, oltre al tavolo sul progetto “Libri senza carta”. Lo staff si è incaricato di proporre un accorpamento dei comitati in essere.

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Riunione dei bibliotecari

Il tavolo ha osservato che, ferma restando l’inefficacia della riunione plenaria, non sarebbe da perdere l’abitudine di mantenere almeno un incontro annuale di tutti i bibliotecari.