Carota
(Daucus carota)

La carota è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, così chiamate perché hanno un’infiorescenza a forma di ombrello.
Si tratta di una pianta biennale, che seminata in primavera, sviluppa radici e parte aerea nei primi mesi di vita, e solo se viene lasciata in campo fiorisce dopo la fine di quell’inverno. Chi desidera riprodurre in proprio i semi deve quindi attendere questo periodo, assistere alla fioritura e poi alla formazione dei semi, da raccogliere quando sono ben secchi.
Quello che interessa della carota ai fini alimentari è la radice, ma affinché si sviluppi bene è necessario che anche la parte aerea sia sana, con rigoglioso ciuffo di fogliame
La carota è uno degli ortaggi più apprezzati e consumati in tanti modi diversi e per tutto l’anno. Nonostante questo, chi ha un orto spesso evita di coltivare le carote, ritenendola particolarmente difficile se non addirittura impossibile per le condizioni di terreno che loro hanno e che percepiscono come totalmente limitanti.
Invece, mettendo in pratica alcuni accorgimenti fondamentali, è possibile ottenere discreti raccolti di carote anche partendo da una situazione di suolo apparentemente poco favorevole.
- Le varietà più comuni di carota possono essere seminate a partire da marzo e fino a giugno, ma si trovano anche varietà autunnali, di solito a radice più corta. Dalla semina alla raccolta trascorrono circa 3 o 4 mesi.
- La carota è un ortaggio esigente per quanto riguarda il terreno, che deve essere abbastanza sciolto e poco dotato di scheletro. I terreni ideali sono proprio quelli sabbiosi, in cui la radici non trova alcun ostacolo allo svilupparsi in profondità. Una terra troppo compatta frena questo sviluppo, e la presenza di molti sassi provoca deformazioni nella radice, che resta comunque piccola.
- Il terreno deve essere preparato accuratamente. Dopo la lavorazione primaria, servono energiche zappettature per rompere le zolle. Prima di zappare di deve distribuire un buon concime contenente molta sostanza organica ed elementi nutritivi. Una volta incorporato bene il concime scelto con la zappa, si deve completare l’opera di affinamento del terreno con più passaggi di rastrello, che miscelano ulteriormente dei nutrienti alla terra e sgretolano le ultime zollette ancora presenti.
- La semina delle carote avviene direttamente “a dimora”, ovvero nel luogo definitivo di coltivazione, che sia un’aiuola dell’orto o un vaso o cassone per una coltivazione urbana. Si pratica a file distanti 25-30 cm, tracciando un solchetto poco profondo.
- I semi della carota sono davvero minuti ed è consigliato dedicare molta attenzione alla loro distribuzione, perché è tanto facile eccedere nelle quantità.
- Le piantine di carote devono sempre avere acqua a disposizione, soprattutto nelle prime fasi, quando la siccità potrebbe bloccarne lo sviluppo e farle seccare. La disponibilità di acqua consente di sviluppare radici non fibrose ma croccanti e dolci, ma anche gli eccessi idrici sono dannosi, poiché causano marciumi e spaccature nella radice.
- Fin dai primi stadi, con le piantine di pochi centimetri di altezza, bisogna intervenire con un pizzico di pazienza, sfoltendole e permettendo così a quelle rimaste di avere spazio a sufficienza.
- Le distanze ottimali tra pianta e pianta sono di circa 5 cm, uno spazio idoneo per un ottimale sviluppo delle radici.
- Per stabilire quanto è arrivato il momento di raccogliere le carote, bisogna osservare sia il ciuffo di foglie, che deve essere folto e alto, e soprattutto la testa della radice, che di solito emerge dalla superficie del terreno e se ne può stimare la larghezza.
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